Il Progetto Uganda è indirizzato al recupero degli "Ex giovani combattenti o bambini soldato" dell'Uganda. Questo martoriato Paese, che per oltre venti anni è stato il teatro di atrocità ed efferatezze compiute dai guerriglieri e dai governativi in danno delle inermi popolazioni civili, ha visto distrutte anche migliaia di giovani vite.
Durante la guerra civile i bambini, soprattutto orfani, rapiti nelle strade, nelle loro case o nelle scuole, venivano "arruolati" dalle fazioni in lotta, armati e svezzati al combattimento. Non si conosce il numero esatto dei morti tra di loro. Di certo, come è stato confermato da autorevoli fonti in loco (tra cui la Diocesi di Arua), il numero degli ex bambini combattenti si aggirava intorno alle 9.000 unità.
La Diocesi di Arua ha istituito la Commissione per la Giustizia, Pace e Diritti Umani presieduta dal Reverendo Manuel Vura, con l'obiettivo di reinserire nel tessuto sociale gli ex combattenti attraverso attività agricole finalizzate all'autonomia alimentare loro personale e dei villaggi coinvolti nel progetto.
Il Reverendo Vura, a rischio della propria vita, ha contattato le varie bande di guerriglieri e, gradatamente, è riuscito a recuperare oltre 400 di questi.
Nelle intenzioni del Reverendo, l'ambizioso Progetto prevedeva la realizzazione di impianti agricoli in cinque Distretti dell'Uganda: Adjumani, Arua, Yumbe, Moyo e Obongi. Per realizzarlo erano però necessari dei fondi per l'acquisto di attrezzature agricole, sementi e macchinari.
Nel gennaio 2005 il Progetto fu sottoposto a FATA dal Reverendo Vura.
La Compagnia, che era già favorevole all'investimento di risorse economiche a scopi umanitari, ne condivise le finalità e lo approvò perché in linea con le politiche aziendali in favore del mondo agricolo.